venerdì 19 gennaio 2018

"Tokyo, amour et libertés" di Kan Takahama

Questa storia è "spalmata" in tre periodi  diversi: il 1927, il 1942 e il presente.
Ishin è uno scrittore che scrive racconti erotici per una rivista, che all'epoca riesce a superare la censura. Suo spalla e amico è Eijiro, uomo  piu' anziano affiliato  al socialismo. Entrambi  sono alla ricerca di "nuove  esperienze" da  pubblicare nella rivista che Eijiro dirige , una rivista dove la sessualità viene esplorata da diverse angolazioni.
Anche se non è malaccio, l'inizio della storia manca di mordente e sembra che a  tutto manchi "una direzione",con quei due personaggi che vanno alla ricerca di  donne con cui intrattenersi per poi studiare le varie "fasi" dell'incontro e trascriverle su rivista.
Detto questo, Ishin vagando per Shinjuku (quartiere del piacere della capitale) in cerca di "ispirazione", un giorno decide di frequentare un corso di pittura con modelli nudi e ha un colpo di fulmine  per Aki, bellissima mezzosangue che fa la modella per sbarcare il lunario.

Col  passare dei  mesi, la rivista per cui  lavorano i due è vittima della censura, e cosa ancora piu' grave, mentre Aki si trova al  lavoro, tutte le persone dentro la  sala di pittura vengono arrestate per presunti collegamenti con i socialisti.
Un colpo di fortuna pero' arriva, poichè Ishin scopre che l'ufficiale addetto al caso è niente  poco  di meno di  suo zio. Quest'ultimo gli rileva che un fratello del nostro protagonista è morto per  tubercolosi e che l'altro si  è ammalato. Se Ishin tornerà ad Osaka (sua città  natale) dalla madre, vedova da tempo e lascerà per sempre Aki  (che è figlia di una prostituta e di uno spagnolo), lui la libererà.
A questo spiacevole bivio, Ishin decide di partire per Osaka chiedendo a Eijiro di dire ad Aki, una volta uscita di prigione, che è tornato al suo paese natale con un'altra donna.
Una volta ad Osaka pero' Ishin s'imbatte proprio in Aki, che non ha mai  creduto alla scusa dell' "altra donna" e i due ricominciano a vivere insieme.

Ma ormai siamo nel 1942, la guerrà è al suo "fulcro" ed Ishin è chiamato alle armi...
L'azione poi si sposta ai giorni nostri  dove Yaeko, nipote di Ishin e Aki parla della storia dei suoi nonni a Takahashi, un ragazzo che la  corteggia.  
Cosa sarà successo  una volta finita la guerra?

"Tokyo, amour et libertés" è  per certi versi interessante perchè fa  scoprire al  lettore i vari problemi culturali, politici e sociali dell'epoca. L'autrice alterna leggerezza ad argomenti piu' seri come la  mobilitazione degli uomini durante la Seconda Guerra Mondiale sempre  con umorismo e finezza.

Le tavole di Kan Takahama sono proprio belle, sembra di vedere delle vere e proprie foto! Tre  quarti del  manga sembrano interamente disegnati a colori e successivamente stampati in bianco e nero. 

L'edizione Glénat è pregevole,formato ottimo (15x21) sovra copertina e tre pagine a colori all'inizio dell'albo stampate molto bene. Il prezzo è di 10,75€.

Un'opera che dopo un "disorientamento" iniziale diventa via via piu' avvincente con lo scorrere dei capitoli.
Consigliato a chi ama le storie ambientate nella prima parte del novecento fino  all'immediato dopo guerra  (il capitolo sul "presente" è relativamente breve).

Storia: 7,5
Disegni: 9
Edizione Glénat: 10.

venerdì 12 gennaio 2018

"Le Dernier envol du papillon" di Kan Takahama

"Le Dernier envol du papillon" (traducibile come "L'ultimo  volo della  farfalla") è un  volume unico di Kan Takahama  datato 2014 e pubblicato in Francia dall'editore Glénat nel 2017.
La storia è ambientata nell'800 e parla di Konoha, una bellissima geisha che nel mondo di Maruyama (il quartiere  dei piaceri  della città di Nagasaki) è nota come Kicho.
Kicho è la geisha piu' richiesta e insieme alla sua piccola assistente Tama, passa per lo piu' le giornate  nell'isoletta artificiale di Dejima, che si trova sulla baia di Nagasaki e che all'epoca era abitata  prettamente dagli olandesi (detti "gli stranieri") quando  il Giappone stava iniziando ad aprirsi commercialmente con l'Occidente.

A  Dejima la nostra Kicho frequenta (senza nessun altro tipo di rapporto) il dottor Thorn, di cui sembra proprio amica e che ha in cura suo fratello, affetto da un tumore al cervello.
Kicho vuole tenersi lontana da Gen (il  fratello malato) e da Kenzo (il nipote adolescente) poichè si vergogna del suo mestiere.
Manda pero' regolarmente soldi  a casa  di Gen tramite una persona fidata e con l'aiuto di  Thorn, fa ricoverare il  fratello e addirittura fa frequentare a Kenzo un corso di medicina (lo stesso Gen era medico, e  aveva trasmesso la passione al figlio).

Purtroppo iniziano a verificarsi i primi casi di sifilide, malattia che all'epoca era mortale.  Tamagiku,un'amica  e collega di Kicho, se la prende e si ammala.
Nel frattempo Kenzo viene a conoscenza del  fatto che Kicho sta sovvenzionando sia la sua scuole che le cure di del padre.
Non volendo avere nulla a che fare con i soldi di una geisha,  cerca di affrontare Kicho ma purtroppo giunge la notizia che  a  Gen rimangono pochissimi giorni  di vita.
Kicho, seppur riluttante, si presente al capezzale del fratello e da una finestra adiacente il dottor Thorn assiste ad una scena che lo allibisce...Cosa avrà visto?

Nell'ultimo capitolo il manga è ambientato  un po' di anni dopo: Kicho è piu' anziana ma sempre  affascinante e un giorno riceve la visita di Kenzo, che archiviati i disappori, la ringrazia per  tutto l'aiuto. Kenzo  ora è un giovane uomo molto bello  che  è diventato  medico. 
Dopo  i  saluti finali, la sua aiutante Tama che ormai diventata una  bella ragazza, le chiede se per caso vuole diventare proprietaria dell'okiya (la case delle geishe). Ma Kicho risponde in modo ambiguo, facendo poi capire al  lettore che tra poco anche lei raggiungerà Gen...

"Le Dernier envol du papillon" è un volume unico molto  interessante , perchè in maniera accurata viene descritta la vita del quartiere Maruyama e  dell'adiacente isola di Dejima,dove stazionavano gli olandesi.
La storia, seppur  breve (160 pagine),  riserva un bel  colpo  di scena  di  cui ovviamente non vi  parlerò e offre ai lettori uno spaccato  di vita delle geishe e dei loro clienti.

I disegni di Kan Takahama, autrice purtroppo del tutto  inedita in Italia, sono assolutamente splendidi  e dettagliati. I visi dei  vari personaggi sono  disegnati in modo del tutto originale e molta attenzione viene data agli sfondi.

L'edizione Glénat è ottima,formato azzeccato (15x21) sovra copertina e tre pagine a colori al centro dell'albo. Il prezzo è di 10,75€.

Ho trovato quest'opera malinconica e un po' nostalgica, il personaggio  di Kicho molto ben caratterizzato e ho apprezzato certi richiami con "Ooku - Le stanze proibite" , opera ancora in corso di pubblicazione scritta e disegnata da Fumi Yoshinaga. 


Storia: 8,5
Disegni: 9
Edizione Glénat: 10.


giovedì 4 gennaio 2018

Premio "My Cup of Tea 2017"



Un altro anno e passato, ed eccoci quindi arrivati alla quarta edizione del premio "My Cup of Tea". Questo premio è nato tre anni fa, con lo scopo di celebrare non l'opera più bella dell'anno di riferimento (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio .  Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro, e quant'altro (ad esempio, volete dare la tazzina ad un blog? Potete farlo!) . E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, cari amici blogger, ma se partecipate fatemelo sapere. E se non avete voglia di scrivere un post sul vostro blog, assegnate le vostre tazzine nei commenti qui sotto! 

Libro: la mia cup of tea va a "I figli della libertà" di Marc Levy, storia di adolescenti/giovani uomini e donne che fanno parte di vari gruppi di Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale nella Francia occupata dai nazisti. 
Pur amando tantissimo i  romanzi con ambientazione "occupazione nazista/shoa/drama durante gli anni 40" avevo paura che  la storia di un gruppo di "resistenti" risultasse noiosa, visto le varie connotazioni politiche. Invece è  un romanzo che mi ha presa tantissimo, mi sono affezionata molto al protagonista e al suo gruppo di amici. Per fortuna il finale non è cosi' terribile come pensavo, e questo gli ha fatto decisamente guadagnare punti.


Serie Tv:  non l'avevo manco presa in considerazione visto che il piu' ben famoso sequel (sto parlando di "The Big Bang Theory") l'avevo trovato ripetitivo e un po' scemotto (chiedo scusa ai tantissimi fan di  questa sit-com).
Invece il prequel, intitolato  "Young Sheldon", è riuscita a conquistarmi  grazie ad un fattore importantissimo: non è costruito come una  sit-com,ovvero non ci sono quelle stupide risate "fuori campo"  e via dicendo. L'attore che fa il piccolo Sheldon è molto bravo, e si chiama Iain Armitage: l'avevamo già visto in "Big Little Lies" nel ruolo di Ziggy.
Un'altra presenza importante (nonchè mio personaggio preferito) è la nonna, a cui presta il volto Annie Pots, famosa per essere la Jasmine dei due film cult anni '80 "Ghostbusters".



"Au fil de l'eau"
Manga: "Au fil de l'eau" di Aoi  Ikebe, volume unico josei  edito in Francia che Yue Lung mi ha gentilmente regalato per il compleanno.
Traducibile come "Seguendo la corrente", il volume parla di una vecchietta che sta appunto seduta su una panchina a due passi dal fiume e passa le giornate osservando l'acqua  scorrere, fantasticando di una vita dove  era  la cameriera  a servizio di una famiglia in stile "Piccole donne", con sorelle diverse tra loro e con diverse esigenze.
Quando cala la sera, la vecchietta torna nel suo appartamento e legge libri oppure ascolta musica di moltissimi anni prima.
Insieme alle sue vicende sono narrate quelle di un ragazzino che la passa sempre per  la strada che costeggia il fiume e che la vede spesso, chiedendosi come mai a quella vecchietta piace cosi' tanto starsene seduta immobile.
Oppure la vicenda dell'uomo che abita vicino all'anziana, un operaio di una fabbrica che produce lenti per occhiali e che spesso compra vinili.
Mi ha molto stupita  il tratto della Ikebe,così leggiadro e delicato. Gli sfondi sono davvero incantevoli. 



Musica: beh, il gruppo trip hop Lamb vince su tutti! Scoperti tantissimi anni fa  grazie ad una serie tv che aveva la loro hit "Gorecki" come colonna sonora, mi  ero accontentata ad un primo momento solo di ascoltare il suddetto pezzo e "Lullaby", altra  canzone che si sentiva nella serie.
L'estate  passata, in preda alla noia e  al mio stato "non ho voglia di  fare nulla, tranne ibernarmi in Islanda", mi sono scaricata tutta la loro  discografia e ne sono rimasta estasiata, tanto che sono stati la mia colonna sonora estiva (in barba a "Despacito" , a Fedez & J-Ax e  via dicendo).
Gli album che piu' vi consiglio? "What Sound" (2001) che contiene le hit "Gabriel" e "Heaven" . Poi "5" del 2011 in particolar modo i pezzi "Butterfly Effect" e "Build A Fire" e "Backspace Unwind" del 2014 che contiene "As Satelittes Goes By" e la bella title track.

mercoledì 13 dicembre 2017

"Une tempête aux couleurs des cerisiers" di Ai Yazawa

"Une tempête aux couleurs des cerisiers" è un volume unico di Ai Yazawa, autrice  famosa in Italia per opere come "NANA", "Cortili del cuore" e "Paradise Kiss".
Questo  volumetto è stato pubblicato tra il 1991 e il 1992 e contiene tre storie: le prime due sono l l'una la continuazione dell'altra, mentre l'ultima è uno spin-off di "Marine Blue", manga di 4 volumi pubblicato anche in Italia.
Ma andiamo con ordine!

In "Une tempête aux couleurs des cerisiers" ["una tempesta dal  color dei ciliegi "], pratogonista è un ragazzo, Kiyoshi, che ha un fratello piu' grande di nome Takashi che è un bravissimo giocatore di basebell e grazie ad una borsa di  studio, è riuscito ad entrare in una scuola dove si cura molto la formazione sportiva del suddetta disciplina. 
Kiyoshi è da sempre innamorato di Kumiko, una sua coetanea e amica d'infanzia che abita nel suo stesso  complesso. La ragazza pero' sembra avere occhi solo per Takashi, ragazzo  affascinante (alto 185!), buono e bravo sia negli studi che appunto nello sport.
Kiyoshi inizia a covare un sentimento di  gelosia e stanco della situazione,arriverà a dare  le dimissioni dal club di baseball (ebbene si, anche lui gioca a questo sport! La copertina non creava dubbi XD).
Inizierà a nutrire disinteresse per lo studio, frequentando  degli scansafatiche e allontanando sempre piu' Kumiko da lui.
La famiglia di Kiyoshi ha subìto un lutto  quando lui era un bambino, il padre infatti era venuto a mancare a causa di  un'incidente. Anche suo padre era stato in passato un bravo  giocatore di baseball e incoraggiavi i due figli in questo  sport (popolare in Giappone come in Italia lo è il calcio).

La situazione cambia quando la madre di Kiyoshi e Takashi ha un piccolo incidente  e viene ricoverata con  la prognosi di una gamba rotta.
Kiyoshi , che  aveva scoperto che intanto la madre si stava rifacendo una vita insieme ad un altro uomo, affronta quest'uomo che è venuto a porgere visita all'ospedale.
Scoprirà che l'uomo era un  amico fraterno del  padre e che giocavano  a baseball insieme.
Rinfrancato dal fatto  che si tratta di  "una persona a posto" e seriamente innamorato della madre, Kiyoshi decide  di ritirare le sue dimissioni dal club e di ricominciare a giocare a baseball.  Ma ci saranno nuove nubi all'orizzonte: Takashi, durante una partita, si infortunerà seriamente una spalla che già da un po' di  tempo  gli causava problemi.
Come finirà il tutto?

Questa storia prende i primi due capitoli , mentre il terzo che si intitola "Amore a senso unico", è appunto uno spin-off di "Marine Blue", manga edito in Italia da  Planet Manga in 4 volumi.
Ritroviamo il  personaggio  di Ippei, alle prese con una sua kohai  di nome Sachi che si è innamorata perdutamente di lui.
Durante la storia rivedremo  (anche se solo per poco), tutti i personaggi principali di "Marine Blue" tra  cui la protagonista della storia principale, Haruka ma anche Toru e Rika. 
Sachi  pensa appunto che il suo sia un amore a senso unico, ma scoprirà che non  è cosi. Purtroppo anche Ippei, come Toru, dovrà partire per la California...

Ho trovato "Une tempête aux couleurs des cerisiers" un volume molto carino: le storie, pur essendo di matrice shoujo, hanno una maturità che solo autrici come Ai Yazawa, Ryo Ikuemi e pochissime altre sanno conferire. Il fatto poi che il protagonista (almeno di quella principale) è un ragazzo, offre una chiave di lettura originale ma anche divertente grazie  a vari siparietti comici, che stemperano le situazioni un po' piu' pensati.

Il tratto di Ai Yazawa , sebbene sia una delle sue opere piu' datate, mi  è piaciuto molto! Le proporzioni sono giuste e siamo anni luce lontani dai corpi anoressici delle ragazze di "NANA".
Anche gli sfondi  sono  curati.

L'edizione Delcourt è molto  carina, 11.5x17x5 con una bella sovra copertina (anche se sopra ci ho trovato un odioso adesivo che ci ricorda che la storia è creata dall'autrice di "NANA"), la traduzione è molto buona mentre la carta  non mi ha fatto troppo impazzire. 

Un'opera consigliata a chi ama gli shoujo un po' piu' maturi, a chi pensa che Ai Yazawa sia un'ottima autrice e a chi ha voglia di qualcosa dal sapore un po' vintage.


Storia: 7,5
Disegni: 8
Edizione Delcourt: 8,5.



lunedì 27 novembre 2017

"Un simple monde" di Mari Yamazaki

Cos'hanno in comune l'Italia, l'isola di Tuvalu (in Polinesia), la Danimarca, il Brasile, la Siria e infine gli Stati Uniti D'America? Oggettivamente niente, ma in questi sei stati Mari Yamazaki ha ambientato sei diverse storie, che comunque avranno un collegamento (seppur minimo) l'una con  l'altra.

La prima storia è ambientata nella nostra Italia e parla di un 60enne belloccio che cerca di far colpo su ragazze molto piu' giovani. Suo amico d'infanzia è un calzolaio che di bello non ha proprio nulla e si trascura, al contrario del nostro "dandy" che si specchia davanti alle vetrine dei negozi,  abbonda con il profumo e si toglie i peli dal naso.
Il nostro dandy prende "di mira" la bella commessa di un bar, per poi scoprire che lei sembra piu' attratta dal suo amico calzolaio. Intanto la giovane figlia del dandy giunge in Italia per incontare il padre...

Poi passiamo nella sperduta Isola di Tuvalu, dove un donnone è stanco dell'atteggiamento apatico e svogliato del marito. In questa piccola isola della Polinesia, il tempo passa in  modo placido e giorni sembrano tutti uguali, quando all'improvviso il donnone vede sua sorella minore davanti la loro vecchia casa di famiglia. La sorella spiega alla protagonista che ha lasciato la sua casa in Nuova Zelanda, suo marito  e i figli perchè  voleva tornare sulla  sua isoletta natia.  Intanto si  insinua un sentimento di gelosia nel donnone, poiche pensa che sua sorella si sia invaghita di quello scansafatiche di suo marito...Ah,  la chicca è che si intravedono il dandy italiano con la figlia in veste di turisti!

Atmosfere natalizie per la storia ambientata in Danimarca, dove una coppia di anziani vive in una casa di famiglia ma che ormai ha bisogno di lavori. Intanto il loro figlio rientra da un viaggio e secondo voi dove è stato? Ma all'isola di Tuvalu, naturalmente XD e porta loro come regalo un cesto intrecciato a mano tipico di quella zona. Il ragazzo chiede loro di  trasferirsi da lui e dalla moglie, ma  loro sono restii ad abbandonare quel posto fatto di scale di legno e molto accogliente. I  giorni passano, l'uomo ha paura che il nipote non gradirà i vecchi  giocattoli  del figlio che lui all'epoca aveva intagliato  a mano. Quando la donna sale in soffitta per controllare una cosa, le assi di legno delle scale sprofondano....

La prossima meta è il  Brasile, per la precisione Rio de Janiero: una donna sulla quarantina/cinquantina  lavora in un bar dove vi è anche intrattenimento musicale, creato dalle chitarre di  un ragazzo che già conosceva il precedente proprietario. La donna ama molto questa musica, ma il bar ha debiti e lei non riesce a pagare le bollette. Prima di chiudere, fa saper al chitarrista di avergli  trovato un altro lavoro alche lui le spiega che la sua musica è un modo di parlare e di esprimere i propri sentimenti...Quando la donna sta per chiudere il  bar, il  chitarrista la ferma un attimo perchè prima deve recuperare all'interno una cosa molto importante: una sedia intagliata in Danimarca dove lui è sempre stato  seduto in tutti questi anni di lavoro.


Cover dell'edizione giapponese. Come potete
notare c'è un "1", probabilmente la Yamazaki
voleva realizzare  altri volumi con altri posti ma
per ragioni di tempo (o altre) ha cambiato idea. Il
tankobon è uscito originariamente nel 2010.
Poi si passa nel deserto della Siria, dove  un turista arriva per fare delle foto e si imbatte in una casa di pietra molto particolare,  dove una bella donna attende da diversi anni  il ritorno del marito, partito per Damasco per  lavorare in fabbrica e guadagnare dei  soldi necessari per sopravvivere.
Il fotografo  sembra aver perso il suo bus,  per cui  passa la notte dalla donna, in una stanza dietro la  casa (anche perchè  i deserti in Siria sono molto  freddi!). Il mattino dopo, per ringraziarla, le regala un book fotografico  fatto da lui che ritrae parecchie foto, tra cui Rio de Janiero (vi dice qualcosa? XD).
Il fotografo deve tornare a Damasco per poi ripartire, e guarda caso poco tempo dopo il marito "scomparso" della donna ritorna a casa...Che  sia stato proprio il fotografo ad avvertirlo?

L'ultima storia vede protagonista un dandy americano, un 52enne molto preciso e abbastanza pedante che lavora come portiere  d'albergo. E' un uomo molto ligio al suo dovere di portiere, ama mettere in ordine la corrispondenza, odia il caos e cerca sempre di essere d'aiuto agli abitanti  del condominio, seppur  tenendo  un atteggiamento di distacco. Un'anziana signora vuole a tutti i  costi  fargli conoscere sua figlia, una 45 divorziata. Un giorno  l'anziana (simula) un dolore atroce e fa accorrere sua figlia, in modo che i due si possano  finalmente incontrare (visto  che  il nostro dandy aveva sempre rifiutato o trovato scuse). Sarà finalmente giunto il tempo dell'amore anche per il nostro portiere?

Il tratto  di Mari Yamazaki   è meravoglioso, e reso ancora meglio dall'edizione Pika, che sceglie  un formato grande (17x24).
Nel post scriptum, la  Yamazaki  ammette candidamente che preferisce disegnare personaggi di  mezz'età o anziani piuttosto che studenti delle superiori o universitari. 
La donna, che ora vive a Venezia ed è sposata con un italiano, ha girato davvero il mondo. Non so dirvi se è realmente stata in posti come la Danimarca o l'isola della Polinesia, quel che è certo è che tutti i luoghi sono resi alla perfezione, come se i lettori si ritrovassero davvero li',a giocare con la  neve della Danimarca o a scacciare le zanzare dell'isoletta. 

L'edizione francese è pubblicata da Pika, nella collana "Graphics", per cui è costosa (15€) ma è di  grande formato e stampata divinamente.  Manca la  sovra copertina ma c'è una bella cover  con alette.  Sono assenti pagine a colori, e l'albo è abbastanza corto, si tratta di 160 pagine scarse. 

"Un simple monde" non vuole "spiegare" le culture  diverse dalla nostra italiana o da  quella francese,  semplicemente è una  raccolta di storie ambientate nei posti  piu' disparati ma che sono accomunate  dall'amore per  la famiglia, per un uomo  o una donna o piu' semplicemente, per la vita.


Storia: 8,5 (la somma  di tutti i  racconti)
Disegni: 9
Edizione Pika: 9.

lunedì 20 novembre 2017

"She and her cat" di Makoto Shinkai & Tsubasa Yamaguchi

"She and her cat" è un manga molto recente, del 2016, disegnato da Tsubasa Yamaguchi e sceneggiato dal famosissimo Makoto Shinkai (ormai, anche solo "di nome", lo conoscerete sicuramente).
Il manga è tratto da un corto d'animazione (durata: 4 minuti) del 1999 con la regia appunto dello stesso Shinkai.
La durata del corto vi farà capire che il manga di cui vi parlero' è un volume unico, in cui ci sono quattro lunghi capitoli (ognuno dedicato ad una stagione dell'anno).
La prima stagione presa in esame è la primavera, dove Miyu, una ragazza abbastanza depressa con un lavoro che sembra pesarle, incontra un gatto dentro una scatola di cartone. Lo prende e lo porta nel suo appartamento, battezzandolo Chobi.
Tra i due nasce una profonda intesa e si puo' dire che Chobi si "innamorerà" della sua padroncina, sempre attenta e piena di premure verso di lui.
Con la primavera Chobi esce dalla finestra e non disdegna la compagnia di una gattina, con cui passa le giornate al parco o sopra una panchina.
Intanto Miyu trascorre le sue giornate nella solita routine, tra lavoro, faccende di casa e cucina, perchè per scaricare lo stress Miyu cucina tante cose che poi mette a congelare nel freezer.

Con l'autunno, Miyu riceve una telefonata dalla madre: la donna ha intenzione di risposarsi. Ora, nel manga non è detto chiaramente, ma si capisce che l'astio di Miyu verso questa nuova relazione della madre è riconducibile all'assenza del padre, forse morto (non è detto nè menzionato) e questo avvalora l'ipotesi dello stato depressivo della ragazza.
Giunto l'inverno, Miyu riceve una proposta da un suo collega. La ragazza pero' rifiuta perchè non si sente pronta, e dopo una telefonata con una sua amica, realizza che non puo' permettersi il lusso di perdere tempo e "perdona" la madre con cui comincerà a sentirsi e  di cui infine riceverà una foto del matrimonio con il nuovo compagno.
La voce narrante è sempre quella di Chobi, che spiega i sentimenti della ragazza durante queste lunghe quattro stagioni.

"She and her cat" è un volume unico seinen molto carino, ma che non ha grosse pretese: Miyu è caratterizzata molto bene, cosi' come il piccolo Chobi. Ma l'assenza praticamente totale di altri personaggi (tranne l'amica di Miyu o  sua madre, che comunque non si vedrà mai "fisicamente"), rende la storia un pochetto monotona. 



l'incontro tra i due protagonisti :)

I disegni di Tsubasa Yamaguchi sono davvero molto belli, con proporzioni azzeccate e molto curati, anche negli sfondi. La Ymaguchi non è una mangaka famosa, prima di quest'opera si è solo occupata di one-shot di genere seinen e altre di genere BL. Da quel che ho capito non ha mai pubblicato un vero e proprio tankobon prima d'ora.

L'edizione americana Vertical mi ha delusa: nonostante il prezzo elevato (quasi 9.50€) non offre carta buona, ma una specie di cartaccia che sa di "riciclato" , mi ricorda la carta dei vecchi manga che pubblicava la Dynit. Non c'è neanche una sovra copertina o la cover con le alette, è praticamente un'edizione da edicola delle nostre edizioni italiane.
Presenti, almeno quelle, un paio di pagine a colori stampate molto bene.

In definitiva consiglio questo volume unico a chi ama le storie corte, a chi adora i gatti e a chi non ha grosse pretese di lettura. 


Storia: 7
Disegni: 8,5
Edizione Vertical: 6,5.



martedì 14 novembre 2017

"Tomie" di Junji Ito

"Tomie"  è un josei manga di genere horror scritto e disegnato da Junji Ito ormai 30 anni fa, nel 1987.  Consta  originariamente di 3 tankobon, ma credo siano stati pubblicati in diversi anni poichè nel corso della storia, il tratto di Ito cambia notevomente. Ma di questo ve ne parlero' alla fine.

Riassumere "Tomie" è molto semplice; è la storia di questa bellissima ragazza, una classica "femme fatale" che attira su di sè gli sguardi degli uomini, facendogli fare cio' che vuole e usandoli a suo piacimento...il problema pero' è che quest'uomini saranno ossessionati a tal punto da Tomie da doverla ammazzare, e non contenti, smembrare e farla a pezzi. Ma c'è un ma. Tomie è capace di rigenerarsi tramite diversi processi.  Per questo ci sarà sempre una Tomie e le storie del manga sono appunto ambientate in diversi contesti, ognuna con co-protagonisti diversi, eccezione per le poche storie che vengono "spalmate" in piu' capitoli, e che lasciatemelo  dire, sono anche le migliori.

Anche altre storie di un solo capitolo sono riuscite bene, poichè l'autore ha saputo gestire la trama in maniera consona e senza finali frettolosi. Altre invece, peccano di mancanza di spazio e lasciano un po' con l'amaro in bocca. Per fortuna queste storie saranno la minoranza.

In realtà il personaggio di Tomie, per quanto antipatico e volubile, mi ha lasciata con un senso di tristezza addosso: questa ragazza non ha una vera e propria famiglia,  e puntualmente è destinata a morire in maniera orribile a causa di uomini che prima stanno ai suoi piedi e poi, quasi in preda ad un raptus,  non capiscono nulla e  la fanno a pezzi.
Tomie è disegnata come una splendida ragazza, in certi capitoli una ragazzina e in altri ancora una donna piu' matura, con estrema bellezza ma al contempo fredda, spietata e soprattutto sola nella sua avventura.

Tomie disegnata nell'ultima parte del manga,
quando i disegni sono "sbocciati".
I disegni di Junji Ito cambiano moltissimo nel corso dell'opera: all'inizio sono grezzi e bruttini ,
mentre da pagina 400 (circa) in poi si evolvono, diventano davvero molti belli ed espressivi. Tomie è disegnata davvero come una ragazza molto avvenente e magnetica,  cosa che nei primi capitoli lasciava un po' "meh".
Ho notato anche un leggero  cambio di registro nell'opera: la parte iniziale è piu' tendente all'horror con scene abbastanza disturbanti, mentre la seconda parte è decisamente piu' soft e non mancano episodi cosiddetti "trash" dove l'horror è talmente inverosimile da risultare quasi demenziale.


L'edizione J-POP è davvero molto buona: per 18€ vi portate a casa un albo con piu' di 700 pagine, una sovra copertina e una buona traduzione. Mancano le pagine a colori presenti nella medesima edizione USA, ma una di esse è riproposta come back cover dell'albo.
Su 700 pagine ho notato solo un refuso.
La carta usata la reputo molto buona, non soffre della trasparenza presente in altri albi con lo stesso formato e il medesimo numero di pagine. Insomma, un ottimo lavoro.

"Tomie", oltre ai fan di Junji Ito e del genere horror, è consigliato a chi ama le storie con protagoniste donne molto belle e spietate, fredde e calcolatrici. E' anche raccomandato a chi ama le storie d'impronta vintage, ma anche a chi l'horror non le tollera molto, poichè credo che questo titolo sia uno dei piu' "soft" di Junji Ito. Buona lettura!


Storia: 7,5
Disegni: 8
Edizione J-POP: 9