mercoledì 21 dicembre 2016

"Nonamour" di Kyoko Okazaki

"Nonamour" è un volume unico josei pubblicato in Francia ormai quasi dieci anni fa. L'autrice è Kyoko Okazaki, una donna che adoro perchè è capace di scavare nell'animo umano in una maniera impressionante.
I suoi disegni non saranno niente di speciale, ma sono molto originali e hanno un loro perchè.

In questo "Nonamour" (il "non amore"), la protagonista  è Junko, un'universitaria a tempo perso che preferisce vivere con un uomo violento e molto più anziano di lei piuttosto che mettere piede in quello che è il suo vero appartamento, che condivide con Takao, suo fratello maggiore.
Junko cerca di evitare l'appartamento perchè semplicemente è innamorata di Takao.
Ecco ora lasciatemi fare una piccola digressione: io ho amato molto questo manga, ma davvero non sopporto i personaggi che si dichiarano "innamorati" dei loro fratelli o sorelle. E' una cosa che proprio non concepisco in maniera assoluta. Fossero stati fratellastri lo avrei anche abbastanza capito, ma cosi' proprio no, mi dispiace.
Purtroppo sembra che in Giappone ci sia la moda dell'eroina di turno innamorata persa del fratello, questo non è di certo  il primo manga in cui leggo una cosa simile.

Ok finisco la digressione, dicendovi che probabilmente il vero protagonista del manga insieme a Junko è Santa, un ragazzo che frequenta la stessa università della protagonista e che rimane senza alloggio dopo aver litigato con quella che era la sua ragazza.
Junko (in una delle rare volte che si presenta ai corsi) gli dice senza troppi complimenti che potrà andare a stare da lei, visto che appunto vive altrove e non c'è mai.
Preso dalla disperazione del momento, Santa accetta e inizia a convivere con Takao al posto di Junko, sempre piu' invischiata in quella relazione di amore/violenza con l'uomo piu' anziano.

Intanto Santa scopre che una sua ex fiamma, Masako, è in procinto di sposarsi. Il matrimonio è stato combinato (come spesso accade in Giappone) e lei, dopo una notte di sesso con Santa, sembra avere dei ripensamenti.
Anche il ragazzo sembra essere sinceramente innamorato di lei, così decide insieme a Junko di presentarsi il giorno delle nozze per dire chiaramente quello che pensa.
Ma va a finire che Masako al suo matrimonio neanche si presenta, lasciando tutti allibiti.

Tempo dopo, Santa viene investito da un' auto guidata da una certa Momoe, che si scoprirà essere l'ex del fratello di Junko di cui lei è tanto gelosa.
Momoe è sposata con uomo che lavora in USA ma rivela a Takao di essere incinta di un altro uomo.
Quando Junko corre in ospedale in pensiero per quello che è successo a Santa e s'imbatte nella donna, succede una scenata colossale con tanto di tirate per i capelli e quant'altro.
Alla fine Santa ha "solo" una gamba ingessata, ma i suoi propositi di fare diversi lavori per potersene andare da Junko e suo fratello, ritenuto da lui stesso "due pazzi", vanno in fumo.

Ormai Santa si è quasi ristabilito e puo' fare delle terapie fuori dall'ospedale. Un giorno Junko va a
cover giapponese
trovarlo non sapendo che in quel momento è assente, e invece trova nella stanza Momoe e suo fratello. Momoe ha un attacco di nervi, millantando che il figlio che ha in grembo non è di "un altro uomo" bensi' di Takao. Il ragazzo cerca di farla ragione dicendo che è impossibile, ma la donna prende un coltello e si taglia le vene. Mentre Junko la incita ad uccidersi (LOL), Momoe per sbaglio sferra un fendente e colpisce in pieno petto Junko.

La nostra protagonista cosi' "da il cambio" a Santa, ora è lei quella ospitalizzata e bisognosa di cure.
Santa capisce anche di essere innamorato di questa stramba ragazza, ma che il suo sarà sempre un amore a senso unico.

Il personaggio di Junko è uno dei piu' odiosi in cui mi sia imbattuta, non lo nascondo. In un  solo volume ne ha combinate di cotte e di crude, comportandosi da bambina infantile in cerca di continue attenzioni.
Piu' positivo è il personaggio di Santa, che nel suo essere perennemente sul lastrico riesce comunque a trovare un equilibrio e a non scendere a nessun compromesso. Si rivelerà essere anche molto piu' furbo rispetto a Junko.

L'edizione Casterman non ha la sovra copertina, ma una bella copertina resistente con alette. La carta usata è di medio livello e c'è una postilla sull'autrice condita da dei retroscena su "Nonamour".

Il tratto di Kyoko Okazaki è il suo solito, il suo marchia di fabbrica: grezzo, con retini quasi inesistenti. Il punto di forza dei suoi lavori sono infatti i dialoghi, sempre acuti e pungenti.

Ho letto sicuramente josei migliori, con protagoniste piu' simpatiche e meno odiose, ma la storia ha un suo perchè e rimane una piacevole lettura.


Storia: 7,5
Disegni: 7

Edizione Casterman: 8,5.



9 commenti:

  1. Ma tutta questa roba ci sta in un volume unico? XD
    Vorrei provare quest'autrice, ma devo ammettere che questo titolo non mi attira particolarmente :/

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    1. eehhe si ho scritto troppo forse XD Ma non mi andava di tralasciare alcune cose. Alla fine sono 170 pagine, neanche chissà quante.
      No infatti, conoscendo i tuoi gusti , se vuoi leggere qualcosa della Okazaki ti consiglio "River Edge" (trovi la rece sempre nel mio blog).
      Colgo l'occasione per farti gli auguri di Buona Feste!

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  2. Concordo con Millefoglie XD è un sacco di roba per un volume unico! E concordo anche sulla questione dei fratelli/sorelle, anch'io la trovo sconcertante. Ho dato un'occhiata ai disegni e mi piacciono, strani ma affascinanti!

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    1. Ciao Sara, mi fa piacere che i disegni ti piacciano! La Okazaki ha un tratto molto particolare, purtroppo ha avuto un incidente per cui ha smesso di fare la mangaka. Il suo tratto odierno secondo me sarebbe stato molto simile a quello di Moyoco Anno, non so se hai presente....Ormai quasi tutti i lavori della Okazaki sono riconducibili agli anni 80 e soprattutto 90, poi ha smesso ma si spera torni prima o poi (o i mei dubbi).

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  3. È in francese e perciò devo passare, però è davvero un peccato: non sarà il migliore dei lavori della Okazaki, ma non mi dispiace mai leggerla.
    Bacioni 😘😘

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    1. Della Okazaki in Francia hanno pubblicato un sacco di roba. Prossimamente pubblicherò la rece di un volume unico che si intitola "Rock".
      Spero che sti lavori arrivino anche in USA, magari per la Vertical cosi' saranno accessibili a piu' persone.

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  4. Adesso i josei -almeno quelli più famosi che sono arrivati da noi- sono tutti pulitini e graziosi, in stile chick lit (tipo Supplement o Tokyo Alice), mentre a me mancano un sacco le protagoniste psicolabili della Okazaki, e le sue storie borderline! Ahahah

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    1. ahah vero, ho notato anche io che i IOSEI (lol) degli anni '00 sono molto dettagliati per quanto riguarda il lato "artistico". Mille particolari, pettinature sempre perfette, abiti sempre molto curati. Negli anni 90 le autrici (credo in generale, non solo la Okazaki) erano piu' "grezze" e poi si, la Okazaki regalava sti personaggi fuori dai soliti canoni.

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    2. Esatto! Era proprio un genere "d'avanguardia", con queste storie drammaticissime e quasi grottesche! Ai tempi la Okazaki era davvero un icona pop del fumetto, anche se in molti la odiavano (ricordo ancora un intervista di Junko Mizuno, dove affermava di non sopportare i manga della Okazaki!).

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